TROVA IL TEMPO DI RIDERE – LA TESTIMONIANZA DI ALESSIA DOSI

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La nostra volontaria Alessia Dosi si è recata nel mese di Agosto 2016 a Mbarara., di seguito la sua testimonianza.

Queste sono le parole di Madre Teresa di Calcutta con le quali vorrei iniziare a testimoniare e raccontare la mia esperienza in Uganda a Mbarara.

Io sono Alessia e ho 22 anni. Uno dei miei sogni nel cassetto è sempre stato, fin da piccola, quello di poter fare un’esperienza di volontariato all’estero a 360 gradi. E, finalmente, il 10 agosto 2016 sono partita da Milano direzione Entebbe per 3 settimane. Ero aperta a tutto, ero pronta a dare vita al mio sogno, a nutrire la mia anima di quella povertà estrema che avrei incontrato e che porta in sé la vera essenza della vita, la vera felicità, la vera bellezza. Tutto questo è possibile viverlo e sperimentarlo in pienezza solo attraverso l’aiuto di Dio, perché se si guarda tutto quel niente che ti circonda con il Suo sguardo, con il Suo sorriso, con la Sua disponibilità e apertura, allora ogni cosa e situazione assume un sapore nuovo, un colore diverso, una luce luminosa come quella che emano le stelle, quelle bellissime, che si vedono in cielo. E quelle stelle io ho potuto incontrarle qui sulla terra, proprio in Uganda, non solo potevo guardarle, ma anche toccarle con mano e farmi irradiare dalla loro luce.
Queste stelle si trovano all’orfanotrofio, alle scuole elementari, alle scuole superiori, in ospedale, per strada, nei villaggi che ho visitato. Che meraviglia che sono! Una più bella dell’altra, ognuna con un dono diverso. Le stelle più belle e più rare sono rappresentate dai “ miei “ bambini dell’orfanotrofio. Mi sono entrati subito nel cuore e li sono rimasti. Hanno lasciato tante impronte d’amore che hanno riempito in positivo quelle parti un po’ morte di me, quelle parti dure e alle volte sofferenti. Attraverso i loro sguardi, i lori sorrisi, le loro lacrime, la loro gioia, il loro canto sono riusciti ad abbattere alcune pareti che spesso si tirano su per la semplice paura di soffrire. Invece quando entra l’amore è bello poterlo vivere, è bello poterlo sperimentare passo dopo passo, dando tempo al tempo, cercando di aprirsi invece di chiudersi perché l’amore è tangibile, è reale, è vitale … è quello che ci fa fare ogni singolo passo e che ci permette di rimanere stupiti e meravigliati davanti alla tanta bellezza che Dio ha creato per ogni singolo individuo.
Appena si varca il cancello nero di ferro dell’orfanotrofio tutti i bambini ti corrono incontro gridando ”ANTI” “ ALI” “ TEACHER “… sembra il loro grido di battaglia, quella battaglia che sono pronti a combattere con te per il periodo che stai li e stai con loro …. Ti saltano tutti addosso, ti toccano per vedere se sei uguale a loro, ti tirano i capelli, piangono tutti per essere presi in braccio, vogliono tutti abbracci, carezze, coccole, affetto. Quanto è bello mettersi al loro livello, ritornare bambini in un attimo, entrare nei loro cuori attraverso piccoli grandi gesti d’amore. Io gli dicevo sempre “ I love you “ e, negli ultimi giorni, iniziavano a ripeterlo anche loro “ I love you Ali “… è il ti amo più bello che, fino ad ora, ho sperimentato nella mia vita! Quel ti amo che ti arriva dritto al cuore e te lo apre in due.
Poi ci sono i ragazzi delle scuole elementari e superiori. Ho trascorso molto tempo con loro perché l’ospedale nel quale soggiornavo è situato di fronte alla scuola superiore. All’inizio erano molto diffidenti, mi salutavano a mala pena e scappavano. Piano piano e giorno dopo giorno sono riuscita, attraverso il gioco, i balli, le canzoni, a entrare in relazione con loro. Portavo loro anche biscotti al cioccolato e caramelle di nascosto per strappare un sorriso vero da quel vuoto d’amore e mancanza di affetto che hanno dentro. Devo dire che quando tu poni loro la domanda “ how are you ? “ ti rispondono automaticamente “ I’m fine “ anche se proprio FINE non stanno… e lo capisci dai loro occhi, dal loro sguardo triste e alle volte perso. Una cosa che mi ha stupito è l’intensità con la quale pregano … c’è solo da commuoversi!

E, the last but not least, c’è l’ospedale privato. Quante persone ho conosciuto, incontrato, aiutato, assistito con l’amore da vicino. Quanti casi disperati, unici e alle volte impressionanti che si vedono. Ma li è tutta la normalità. Ho conosciuto medici e infermieri che amano far il loro lavoro e lo fanno con il cuore. Sembra di essere nell’ospedale del sorriso. C’è sempre una grande tranquillità anche per i casi più gravi, i medici hanno sempre un sorriso stampato e le infermiere guardano la tv, cantano e portano allegria. Come potete capire da queste parole capita sempre che una persona arrivi al mattino presto e venga visitata alla sera. In ospedale sono diventata amica di una coppia di medici con 5 figli: il Dottor Godfrey e la Dottoressa Ester. Mi hanno proprio presa a cuore fin dal primo giorno e si è instaurato grande rispetto e amicizia tanto da invitarmi ad assistere a un intervento di taglio cesareo in sala operatoria. È un’esperienza unica assistere alla nascita di un bambino soprattutto nelle condizioni in cui era la sala operatoria: niente igiene, la corrente era saltata e il resto ve lo evito per non farvi venire il capogiro come è venuto a me!!

Avrei ancora un sacco di cose da dirti ma voglio che tu, in prima persona, possa sperimentare e vivere un’esperienza cosi bella proprio come l’ho vissuta io … a 360 gradi. Parti senza avere idee, senza pregiudizi. Mettiti il cuore in pace sulla puntualità che non viene mai rispettata, non meravigliarti per la puzza e gli odori sgradevoli e disgustosi che senti costantemente … non meravigliarti se salta la corrente e non c’è acqua per 5 giorni! È la norma … è la loro vita … è la loro quotidianità che, se tu vorrai, potrai vedere da vicino.
Buona esperienza. <3 <3 <3 🙂
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